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Situata nel Nord dell'Italia, cuore dell'Europa economicamente più avanzata, la Lombardia rappresenta un ponte verso il Mediterraneo. Una posizione strategica, resa ancor più rilevante dall'essere geograficamente collocata sulla direttrice principale tra l'Europa da est a ovest.
I suoi quasi 10 milioni di abitanti, distribuiti su una superfi cie di circa 24 mila kmq, la rendono una regione per certi versi simile a un vero e proprio stato nazionale.
Una realtà dinamica e competitiva che, grazie alla sua posizione geografi ca e all'intraprendenza dei suoi abitanti, si propone come un interlocutore privilegiato nell'ambito del mercato economico internazionale. Il territorio della Lombardia, simbolo di modernità e sviluppo, presenta bellezze naturali di grande attrattiva, esaltate da un patrimonio artistico-culturale di notevole valore.

Virgilio canta il suo fiume che scende da Peschiera al Po percorrendo un itinerario di oltre sessanta chilometri. Con quelle del grande fiume, e dell'Oglio, del Chiese, del Secchia, le acque del Mincio fecondano i 2339 kmq. della provincia mantovana, una delle più fertili d'Italia.
Alle genti queste terre, come offrono generose le messi, così porgono il segno di una civiltà antica le cui testimonianze arricchiscono preziosi musei archeologici amorosamente ordinati, ad Asola, a Cavriana, a Viadana.
Svettano sui crinali delle colline e sul verde della pianura gli austeri campanili delle illustri chiese matildiche: Santa Maria di Valverde, San Lorenzo di Pegognaga, San Fiorentino di Nuvolato, le parrocchiali di Pieve di Coriano, di Felonica e di Acquanegra, le pievi di Medole e di Cavriana. Tra le mura di quello che fu il grande cenobio di Polirone un Museo della Civiltà Contadina esalta idealmente la collaborazione attraverso cui i monaci di San Benedetto e i terrazzani della plaga riscattano i campi della palude.
Resti di rocche e castelli richiamano la severa età medievale un pò in tutto il mantovano: a Ponti sul Mincio, a Castellaro Lagusello, a Monzambano, a Volta, a Mariana, a Casaloldo, a Redondesco, a Castiglione Mantovano, a Casteldario, a Villimpenta. E le torri di Gonzaga, di Revere, di Suzzara, di Sermide, di Castellucchio, di Rivarolo, di Piubega, di Ceresara, di Commessaggio.
Il palazzo dei Gonzaga a Revere è l'espressione più maestosa dell'architettura che i tempi dell'Umanesimo e del pieno Rinascimento hanno fatto fiorire nel contado mantovano. All'edificio Luca Fancelli ancora giovanissimo ha recato quel messaggio toscano che poi svilupperà, oltre che in varie costruzioni del capoluogo, nei palazzi di Motteggiana (la "Ghirardina"), di San Martin Gusnago (palazzo Pastore) e di Poggio Rusco (palazzo Municipale).
Orna la piazza grande di Castel Goffredo la solenne costruzione che fu dimora di Luigi Alessandro Gonzaga; caratterizzano la villa Zani a Villimpenta, la grandiosa corte Spinosa in comune di Porto Mantovano, le decorazioni interne della Galvagnina Vecchia a Coazze di Moglia i moduli inconfondibili di Giulio Romano. E spiccano altresì tra le ville e le nobili residenze di campagna, il castello di caccia del Bosco della Fontana (Marmirolo), i costrutti della "Virgiliana" in comune di Virgilio, il palazzo gonzaghesco di Portiolo, l' "Arrigona" a San Giacomo delle Segnate, "Villa Mirra" a Cavriana, i resti della grandiosa "Favorita" a Porto Mantovano.
Vespasiano Gonzaga (1531-1591) fu l'artefice primo della Sabbioneta rinascimentale. Prestarono la loro opera artisti come Vincenzo Scamozzi, Andrea Cavalli, Leone Leoni e Bernardino Campi. Esaltano la loro opera e la sensibilità artistica del loro committente i principali monumenti della cittadina: il palazzo ducale o "palazzo grande", le porte "Imperiale" e "della Vittoria", il palazzo del Giardino,la Galleria degli Antichi, le chiese di S. Maria Assunta e dell'Incoronata. Il suggestivo teatro ducale è dello Scamozzi che aveva portato a termine l'Olimpico del Palladio a Vicenza. Fastosi e ricchissimi alcuni soffitti lignei del palazzo ducale. Tutto fu costruito nella seconda metà del Cinquecento.
A San Benedetto Po grandi vestigia dell'antichissimo complesso monastico fan da corona alla chiesa abbaziale, interamente ricostruita da Giulio Romano tra il 1539 e il 1544, nella quale sono eccellenti opere pittoriche, statue in cotto di Antonio Begarelli, sculture lignee dei Piantavigna e di Vincenzo Rovetta. Di eccezionale interesse l'oratorio romanico di Santa Maria, cui si ammira uno dei più bei mosaici romanici d'Italia datato 1151. Nelle costruzioni antiche sono i chiostri di San Benedetto, di San Simeone e "dei secolari", la foresteria, il refettorio.
Anche Asola è ricca di attrattive artistiche. La gotica cattedrale di Sant'Andrea custodisce un grande polittico attributo al Vivarini e opere del Romanino, del Moretto, di Palma di Giovane, di Luttazzo Gambara, di Antonio Gandini, di Giovanni d'Asola.
Castiglione delle Stiviere passò sotto il dominio dei Gonzaga nel 1404. Ne assunse poi la signoria un ramo cadetto della casata, dal quale nacque San Luigi. La chiesa dedicata al Santo conserva un dipinto del Guercino; nel duomo è una pala attribuita a uno dei Procaccini. Nel Collegio delle Vergini di Gesù è allestito un Museo nel quale sono quadri e oggetti molto pregevoli; il palazzo Longhi accoglie il Museo nazionale della Croce Rossa.
Uno dei quadri più importanti della provincia mantovana è nella chiesa parrocchiale di Medole: la pala "Cristo che appare alla Vergine" (1563) di Tiziano.
Nel comune di Curtatone il venerato santuario di Santa Maria delle Grazie è ricco di richiami artistici. Vi riposa Baldassarre Castiglione in un mausoleo disegnato da Giulio Romano; vi sono quadri e affreschi del Bonsignori, del Gambara, di Lorenzo Costa Jr. e di Altichiero da Zevio.
Ma il nome di Curtatone richiama anche l'epopea risorgimentale di cui il mantovano fu spesso tormentato teatro. Sottolineano questo capitolo di storia locale i monumenti di Montanara, di Goito, di Solferino, le memorie di Governolo, di Sermide, di Gazzuolo, di Bozzolo.
Comune di Medole
"Medula", "Vico Madole", "Castrum Medulae" … e finalmente Medole!. Col passare dei secoli il nome del nostro paese cambia, ma le origini restano sempre le stesse: "medolo", termine geologico che sta ad indicare pietra. Il sottosuolo ricco di sassi, ghiaia e sabbia deriva dai detriti depositati dai ghiacciai del Garda in seguito al loro scioglimento. Il cammino della storia, di cui è protagonista Medole, è lungo e complesso. Il nostro paese fu abitato dai romani che lasciarono numerose tracce del loro insediamento. Nel quindicesimo secolo divenne proprietà dei Gonzaga, ai quali dobbiamo, tra l'altro, la costruzione di quella che oggi è la torre civica. Nel 1700 con l'inizio delle guerre il nostro comune diviene possedimento straniero.
Nel corso di quasi duecento anni, si alternano austriaci e francesi fino alla pace di Villafranca durante la seconda guerra d'indipendenza dove Medole viene aggregato alla provincia di Brescia fino al 1866, anno in cui passerà sotto Mantova. Diversi medolesi si resero protagonisti di queste vicende storiche; come non citare Pietro Scaratti e Giovanni Buzzacchi a fianco di Garibaldi nella spedizione dei mille. Questi i nomi più noti, sarebbe impossibile risalire ai 651 valorosi che presero parte alla prima guerra mondiale o ai 420 del secondo conflitto. E' la storia di Medole, che rivive ogni giorno nelle tracce, numerosissime dei propri trascorsi.
Comune di Desenzano del Garda
Desenzano del Garda è oggi una vivace cittadina di circa 25.000 abitanti collocata all'estremità sud-ovest del Lago di Garda. Al centro di un ampio golfo delimitato ad ovest dall'altura del Monte Corno e ad est dalla penisola di Sirmione, è in una posizione geografica privilegiata dalla quale si può ammirare il più bel lago europeo nella sua massima estensione.
Il toponimo Desenzano deriva dal nome latino di persona Decentius, il proprietario del podere e della villa del IV secolo di cui oggi si possono visitare gli scavi. V'è anche una etimologia di origine popolare: poiché il borgo si distende lungo il declivio collinare il toponimo viene collegato con discesa.
Il Comune assunse l'attuale denominazione nel 1926 quando, nel quadro di riordino delle amministrazioni locali, fu soppresso l'antico Comune di Rivoltella sul Garda (costituito autonomamente almeno dal XIII secolo) e il territorio di questo fu aggregato al Comune limitrofo di Desenzano del Lago. La linea ferroviaria Parigi - Berna - Milano - Venezia - Zagabria, il servizio di corriere esteso anche al Veneto e al Trentino, le regolari linee di navigazione sull'intero lago, il casello autostradale (Autostrada A4 "Serenissima") e la vicinanza agli aeroporti di Montichiari e di Verona la rendono un nodo di tale importanza che Desenzano può a ragione vantarsi di essere considerata la "capitale del Garda". Desenzano, quindi, è una località che offre la possibilità di un turismo intelligente, che si proponga di unire al riposo e al divertimento una stimolante ricerca di paesaggi e di affascinanti memorie storico-ambientali. A questo si aggiunge la vicinanza di città ricche di capolavori artistici come Verona, Mantova e Brescia.
Immediatamente a sud di Desenzano si estende il più grande anfiteatro morenico d'Italia, che si presta a distensive e salutari passeggiate fra le colline alla ricerca di paesi pittoreschi.
Perciò a Desenzano, oltre a riposarsi e godere del comfort di una moderna città dotata di una meraviglioso centro storico pedonalizzato, si possono programmare brevi escursioni per variare il proprio soggiorno.
In meno di un'ora di tempo è possibile raggiungere il Monte Baldo (oltre 2.000 metri di quota), passando così rapidamente dalla flora mediterranea a quella alpina.
Gli amanti dello sport possono praticare il wind-surf, la mountain-bike, il volo libero, lo sci.
Per i giovani e gli instancabili non mancano discoteche e piano bar, mentre i meno giovani possono passeggiare sul lungolago o sotto i portici della centrale piazza Malvezzi.
D'inverno il clima è temperato e senza nebbia e d'estate non manca mai il ristoro della brezza che viene dal lago.

Comune di Solferino
Se dalle rive del lago di Garda ci si sposta verso Sud, ci appare di fronte uno spettacolo di rara bellezza costituito da una formazione più o meno continua di basse colline, dell’altezza media di 100/150 metri, intervallate da avvallamenti, dove trovano posto piccoli specchi d’acqua.
E’ questo l’anfiteatro morenico del Garda, originato nel Quaternario, dal ghiacciaio Retico che nelle sue fasi di ritiro lasciò lungo i suoi bordi i detriti che nel corso dei millenni aveva asportato alle Alpi.
In questo verde scenario di dolci colline, coltivate a vite, qua e là interrotto dalle macchie azzurre delle torbiere, si erge la medievale rocca di Solferino, simbolo del Comune e punto nevralgico di parte della storia italiana.
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